la casa, la tavola, la vita
dimmi chi sei e ti dirO' la tua mise en place anche a natale
Comunque sia la tua casa, è lei che governa e condiziona le scelte dell’arredo della tua tavola. Dalle pareti, dalle tende, dai mobili delle tue stanze prende vita il suo vestito a festa della tua tavola. Ogni tavola racchiude in sé un silenzioso racconto, che diventa più amoroso se gli oggetti di arredo
hanno fra loro intimità, se si parlano, se hanno un’intesa, se a tavola con loro è stato fatto posto alla Bellezza. Ma che cos’è la bellezza? Per te può essere una coccinella posata su un cavolo, per me un lino con sopra il lusso di una manciata di ciliegie. Ma bellezza non è solo arredo o decorazione, ma sostanza. Bello è il gesto dell’ospitalità, bello è ogni benvenuto, bello è ciò che riesce ad aprire un orizzonte. Ma tutto questo l’ha già detto così bene Babette nel suo magico pranzo ed è giusto andare con ordine.
Prima del miracolo della condivisione, prima ancora del gusto degli aromi, della lieve modulazione delle voci dei commensali, del tocco liscio delle mani sui lini, del contatto con la domestica corposità del pane, c’è un altro piacere da gustare nelle tavole del Natale. Guardiamo con compiacimento quella “natura morta”, quell’opera d’arte seppur piccola e povera che è una tavola apparecchiata. è la cifra del buon gusto, della sensibilità, dello stile, che i padroni di casa hanno e del riguardo che portano al loro commensale. Ma ritorniamo al miracolo della condivisione, alla nostra tavola della festa: ogni nuovo giorno ci dona un piccolo motivo per fare festa.
Stendiamo sulla tavola una tovaglia candida, arricchita di semplici orli e riquadri di stiratura con sopra, in simmetria, stoviglie di terraglia colore del miele. Lustriamo col panno per i metalli preziosi quel modesto servizio di ottone argentato della nonna Adele, che quando è pulito sembra d’oro. Spolveriamo con religiosità i calici verde salvia che pesano un soffio, trovati dal rigattiere. Avviciniamoli senza paura di sbagliare a quelli semplici, unghiati, esagonali, così trasparenti, giusti per l’acqua.
Appoggiamo il pane in un angolo, meglio se è una tiera da spezzare con le mani. Al centro della tavola che si guardano due colombi di gesso, becco a becco che tubano, legati da un tralcio di edera. Bello anche un putto color biscotto, un angelo musicante, o semplicemente un torcillon di rosmarino, salvie e qualche rosa bianca rubata ad una siepe, il tutto legato da una embrasse di bacche.
Dagli interni dei pittori olandesi sappiamo che comunque sia una tavola, rigorosamente semplice, quasi francescana, o dalla poetica più classica, per illuminarla con dolcezza servono le candele. Quelle fiammelle calde e tremule accendono di bagliori le stoviglie, rendono più ambrati i calici del vino, sfiorano i cibi, ammorbidiscono gli sguardi. Accendiamole! Come segnaposto, davanti ad ogni ospite, è bella una melagrana aperta, rubata all’orto o... al Caravaggio. I chicchi che si vedono sono tanti: grandi, piccoli, acerbi; altri maturi, rossi, rosati; qualcuno di un bianco sbiadito, ma tutti vicini, insieme, per farcela. Per festeggiare non un altro Natale senza poesia, non l’inutile attesa di una vera Epifania, ma un altro prezioso giorno qualsiasi della nostra vita.
Semplicità nel ‘fuoricasa’
L’addobbo, il piatto della tradizione, la tavola e i riti delle feste. Se il Natale in famiglia rimane ancora un classico, sempre più numerosi sono coloro che si affidano al piacere del mangiar fuori anche nei canonici giorni delle feste.
Come risponde la ristorazione? Lo abbiamo chiesto a Paolo Schieppati, autorevole voce del ‘fuoricasa’, nonché direttore di Food&Beverage mensile che si rivolge sia al consumatore che ai protagonisti della ristorazione e dell’ospitalità. “Nella ristorazione si coglie il ritorno alla semplicità sia nella apparecchiatura che nella offerta culinaria - esordisce Schieppati - meno lusso in generale, sicuramente anche effetto della crisi, ma non solo. Come tendenza direi che siamo di fronte ad un minimalismo intelligente, dove trova posto anche il ritorno ai prodotti della tradizione eseguiti al massimo dallo chef così da farne esecuzioni memorabili”.
E il cliente come si conquista?
“Il cliente oggi va prima di tutto assecondato, quasi preceduto nelle sue intenzioni. I ristoratori e tutti coloro che operano nel mondo della ospitalità devono fare della customer satisfaction lo strumento per vincere la sfida della ristorazione anche in periodi di crisi. Il cliente si conquista se si è disponibili a costruire un menu ad hoc per lui, se si dimostra attenzione ai suoi gusti, anticipandone i desideri, ricordandone le abitudini gastronomiche. Sarà questo a fare la differenza. Negli Stati Uniti sono già avanti su questa strada. I ristoratori più attenti archiviano i gusti del cliente fidelizzato insieme alla prenotazione, costruendo una specie di memoria storica del menu preferito o del piatto più amato”.
E il cliente, verrebbe da dire, così coccolato e curato si sente a casa.
Flamigni bontà e bellezza in un incontro
Bontà e bellezza insieme, perché un torroncino, un panettone, una pralina possono essere qualcosa in più di un semplice dolce. Cosi un prodotto Flamigni diventa un vero regalo, ne mangi il contenuto, ne assaggi il gusto inimitabile, ma puoi godere emozionalmente anche della bellezza del contenitore o dell’oggetto che lo accompagna. Le confezioni sono uno dei fiori all’occhiello dell’azienda, resa famosa nel mondo anche grazie alla fantasia e alla creatività degli incarti, delle splendide scatole impreziosite da materiali e oggetti ispirati alle tradizioni e alle culture incontrate nei vari paesi.
Per ogni occasione speciale il giusto omaggio: per l’innamorata a San Valentino e la Festa della Mamma una nuvola di rose in raso avvolge cuori al cioccolato, per Hallowen il dolcetto è insieme zucca e streghetta, il Natale brilla nella figura di un angioletto o di un centrotavola insieme ai torroncini e ai panettoni, che sono stati fin dall’inizio dell’attività i prodotti di punta a marchio Flamigni. La linea Gift negli anni si è arricchita di idee regalo sempre nuove, bauletti, borsine, scatole di forme, colori e materiali ricercati, pupazzi, giochi, oggettistica. Il successo dell’azienda forlivese che oggi opera su due stabilimenti, a Forlì e a Alba, ed è presente nelle migliori pasticcerie italiane e nei negozi dolciari in 28 paesi del mondo, viene da lontano. Sono gli anni trenta quando i fratelli Flamigni iniziano a Forlì la loro produzione, che in pochi anni si impone per la qualità dei prodotti.
Nel tempo è rimasta intatta la cura artigianale con cui esperti maestri pasticcieri controllano la qualità, la selezione delle materie prime, la miscelazione degli ingredienti e la giusta cottura.
Babbi dolci proposte per il Natale
Le Specialità Dolciarie Babbi nascono dall’amore per la tradizione e dall’esperienza di oltre cinquant’anni nel settore. Da sempre si contraddistinguono per l’altissima qualità, ottenuta da un’attenta selezione degli ingredienti, sapientemente dosati, da una ricerca costante verso la perfezione del gusto in un equilibrio virtuoso tra la qualità delle materie prime, le speciali ricette e le lavorazioni, tutte realizzate internamente attraverso una ritualità di passaggi lenti e naturali rispettosi della tradizione. Le Specialità Babbi rappresentano un gustoso regalo che lascerà un ottimo ricordo sia per l’originalità della confezione, che per la loro fragranza inimitabile. In Romagna ormai da decenni non è Natale se sotto l’albero non c’è almeno una confezione di ‘Babbi’: così vengono spesso chiamati i Wafer Viennesi, deliziosi Wafer alla vaniglia ricoperti da purissimo cioccolato fondente. I Viennesi vengono confezionati in numerose tipologie di confezioni, dalla scatola ‘Armonia’ che mantiene la storica grafica sin dal suo esordio, alla confezione ‘De Luxe’ che mette in primo piano il prodotto, alla confezione ‘Valzer’, la più essenziale, ma al tempo stesso molto raffinata ed elegante. Fiore all’occhiello della produzione Babbi sono da sempre anche i prelibati Waferini, piccoli bocconcini di wafer dalla fragranza inimitabile, disponibili nei gusti classici alla vaniglia e alla nocciola e nei nuovi gusti al pistacchio, al caffé e al cioccolato fondente. Disponibili nella storica confezione con le immagini della Romagna o nella nuova confezione ‘Oro’. Fra le Specialità Dolciarie Babbi assolutamente da gustare anche le squisite creme spalmabili, le torte di Wafer, i Babbini, le Babette. Non resta che dire che con Babbi ogni Natale è un dolce Natale. Per saperne di più www.babbi.it.



