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milano marittima night by piero chiambretti

promotore del vip master di baldassarri lo showman ha vissuto e vive gli anni d'oro di milano marittima tanto da sentirsi 'cittadino onorario'

milano marittima night by Piero ChiambrettiSolo cinque minuti non di più, che Piero deve entrare in riunione e da lì in trasmissione. Per la prossima settimana poi, non se ne parla, è impegnatissimo. Ore 17 circa di un venerdì fra i tanti. L’assistente di Chiambretti è molto chiara: l’intervista o la si fa ora o la si rimanda a data da destinarsi. Scontata la risposta - perfetto, allora me lo passi - per cercare di sfruttare al massimo il tempo rubato alla riunione che incalza per definire i contenuti della nuova puntata del talk show serale di Italia 1, il Chiambretti Night.
Chiambretti, come è iniziato il rapporto con Milano Marittima?
Si tratta di un rapporto di lunga data nato per caso, per organizzare il torneo di tennis ‘Vip Master’ di cui sono stato promotore e motorino per cinque anni insieme a Mario Baldassarri. In quegli anni, con Baldassari ho vissuto gli anni d’oro di Milano Marittima. Insieme a lui ho visto lo sviluppo della vita notturna, la crescita degli stabilimenti balneari, dei bar. Milano Marittima oggi condivide la stessa filosofia e selvaggina di altri posti considerati trendy come Forte dei Marmi. Locali pieni di calciatori, di donne e quindi di paparazzi.
Continua a frequentare la località?
In questi anni ci sono tornato spesso al punto che ho quasi ottenuto la cittadinanza onoraria. Negli anni in cui ero coinvolto dal torneo ho conosciuto molte persone note e non note. Le ho viste crescere e spesso invecchiare, incluso me stesso. Ricordo Sacchi e Zaccheroni che sono di quelle parti. Ho incontrato altri sportivi come Nicola Pietrangeli, i calciatori più noti. Molte persone che normalmente si incontrano per pochi minuti nel corso dell’inverno e che nei momenti estivi puoi conoscere meglio.
Cosa pensa della tv di oggi?
Penso poco dovendo farla. Mi sembra vada di pari passo al resto del mondo che va giù. Per quello che mi riguarda la utilizzo per vedere film e partite di calcio.
Il Chiambretti Night continua a mietere conferme di audience...
Per fare risultato occorre impegnarsi. Per riuscire a mettere fuori la testa oggi occorre un working programme che dura sette giorni su sette.
Il pubblico è cambiato, i giovani sono cresciuti ma non hanno accettato la tv, hanno fatto un passo più lungo scavalcandola e arrivando direttamente a internet e tv interattiva. Quindi si è creato un vuoto fra quelli che la tv l’hanno sempre guardata e quelli che non l’hanno guardata mai. Il gradimento si ottiene per tentativi. Si cerca di creare qualcosa che riesca a riscuotere interesse. Quando lo si trova è meglio mantenere ciò che il pubblico ricorda.
Nuovi progetti per il futuro?
Il Chiambretti Night mi basta e mi avanza. Non vedo altro fino al 2010. Sicuramente rinnoverò il contratto con Mediaset. Poi vedrò se continuare a confezionare un programma che si modella sulla cronaca e quindi si inventa ogni sera oppure fare un intervallo di un anno. In questo caso potrei anche sfruttare il tempo per propormi come sindaco di Milano Marittima.

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