Vino, turismo, territorio
TERENZIO MEDRI PRESIDENTE AIS ALL’ASCOM COME ‘TRAGHETTATORE’
Da otto anni presidente dell’Associazione Italiana Sommellier, ai vertici anche della Worldwide Sommelier Association il consesso della sommellerie mondiale, oggi Terenzio Medri, accanto alla attività in favore della cultura del vino, rinnova l’impegno per il turismo della sua Riviera in forza del nuovo incarico di presidente di Ascom Confcommercio di Cervia.
Partiamo dal doppio mandato Ais. Che cosa le ha regalato questa lunga esperienza ai vertici della sommellerie italiana e, seppur più recente, anche di quella internazionale?
È stata o meglio lo è ancora una esperienza forte, che mi ha consentito di tessere rapporti importanti, allargare gli orizzonti, di conoscere personaggi che contano. Contatti che oggi possono essere particolarmente importanti anche per la mia attività alla guida di Ascom. Penso ad esempio a personaggi come il sindaco Letizia Moratti la cui città è stata chiamata a organizzare l’Expo 2015. E mi chiedo perché, anche in considerazione del legame storico che unisce Milano Marittima al capoluogo lombardo,
non pensare che possiamo costruire progetti e mettere in campo idee per far divenire Cervia Milano Marittima l’Expo Beach? È solo un esempio, ma grazie a una serie di relazioni giuste dall’idea si può passare a qualcosa di più concreto L’occasione potrebbe essere proprio il centenario che Milano Marittima si prepara a celebrare.
Eppure in Riviera non inizia una stagione facile.
Innanzitutto è indispensabile trovare un equilibrio tra le tante anime della nostra offerta turistica e poter poi dedicare tempo ed energie alla ricerca di nuove strategie turistiche. Questo è l’obiettivo che mi pongo come traghettatore di questa fase dell’Ascom.
La nostra vacanza è legata allo sport, al benessere, all’intrattenimento, abbiamo inventato la lettura sotto l’ombrellone, abbiamo rilanciato le tradizioni. Certamente anche il divertimento è una componente, ma cercando toni più soffusi, che non significa assolutamente spegnere né la musica, né le feste. Le nostre sono località piacevoli, dove ci si diverte e non ci si annoia, che vantano strutture di qualità. Ricordiamoci che passata la crisi sarà l’eccellenza la carta vincente per il nostro turismo, dobbiamo
essere pronti, anche con proposte innovative Il mondo del vino, motore del grande sviluppo del turismo
enogastronomico, è ancora in grado di svolgere un ruolo trainante?
Il turismo enogastronomico, legato alla tradizione alimentare, alla ristorazione di qualità e al territorio ha ancora buone carte da giocare. Anzi ricordiamo che ora più che mai insieme all’ombrellone
occorre saper vendere il territorio, in particolar modo se ci riferiamo alla destagionalizzazione. Il vino ha svolto un ruolo di grande richiamo, ha saputo divenire fatto culturale e credo possa continuare ad esserlo. Nonostante la crisi economica e le normative sui consumi di alcol, l’interesse alla cultura del vino rimane. E non dimentichiamo che dietro ad un vino c’è il territorio, come ben insegna la Toscana. Ma le colline del nostro entroterra meritano e valgono altrettanto e sono a due passi dal mare.



