Viaggio tra le saline di Cervia

Il ritmo è lentissimo, cadenzato dai remi che carezzano il canale; l’aria pare sospendersi, man mano che la silhouette delle barche lievi sull’acqua pur se cariche all’orlo, s’avvicina; i personaggi a bordo, nei costumi d’un tempo lontano, rendo vivo un momento antico che, una volta tanto, non è battaglia o sfoggio di potere…a Cervia, sul terrapieno del porto più interno, anche quest’estate si tiene la rievocazione storica dell’armesa de sel ovvero la rimessa del sale, ricostruito con la solita cura dall’Associazione ‘Civiltà Salinara’.
Era uno dei momenti più importanti dell’anno produttivo della salina cervese, in cui si trasferiva il frutto di un anno di duro lavoro fino ai “Magazzeni” del sale, splendido esempio di architettura industriale realizzata – in luogo degli antichi depositi già voluti dagli Etruschi - a cavallo tra ‘600 e ‘700, dove veniva stoccato e custodito. Sul tratto di canale antistante le bellissime – da pochi anni sapientemente ristrutturate - strutture in laterizio, come di consueto i salinari, nei loro tipici vestiti da lavoro, scaricheranno sulla terraferma usando gli antichi strumenti, circa 100 quintali di sale dalla “burchiella”, caricata negli oltre 800 ettari delle antiche saline. L’imbarcazione è un vero e proprio reperto della tradizione locale: lo scafo è di ferro a chiglia piatta, forma ideale per percorrere i canali delle saline raccogliendone il frutto; in passato, proprio in occasione della Rimessa, se ne formavano lunghe file cariche di sale. Queste singolari imbarcazioni non erano di proprietà dei lavoranti/affidatari – gli oltre 800 ettari di estensione totale erano suddivisi in 200 ‘appezzamenti’ curati ognuno da abili braccia senza sconfinare - ma venivano assegnate attraverso una sorta di lotteria, in cui chi era estratto per primo aveva la possibilità di scegliere quella più leggera e maneggevole. Delle cento burchielle una volta in attività oggi ne è rimasta una sola, quella che turisti e residenti vedranno in azione pur, rispetto alla cerimonia originaria, con una piacevole differenza di procedura. Nella liturgia d’un tempo, il carico veniva in parte immagazzinato ed in parte imbarcato per giungere, dopo 4 giorni di veleggiamento, alla padrona Venezia; la ‘Serenissima’ aveva infatti combattuto aspramente per acquisire e mantenere il prezioso territorio cervese, e non certo solo per insaporire i pasti del Doge di turno. Oggi invece il sale raccolto viene distribuito ai presenti tutti gratuitamente, in segno benaugurale a ricordare il forte valore simbolico che, tutt’ora, l’oro bianco possiede pure per i non superstiziosi. Curioso ricordare alcuni personaggi illustri che hanno assistito alla Rimessa del sale: ad esempio, nel 1792 ricevettero la rituale manciata di sale pure l’arciduca Ferdinando d’Asburgo e l’arciduchessa Maria Beatrice. Interessante poi scoprire che la parola Cervia par derivare da acervi, con cui si era soliti indicare i mucchi del sale, pure se diversi studiosi giustificano l’etimo dai cervi che un tempo abitavano numerosi nella celebre pineta. Il turismo nella città pare, tra l’altro, essersi sviluppato anche grazie alle saline che danno al paesaggio quell’aria di wilderness dove è possibile ammirare splendidi animali come rondini di mare, trampolieri, fenicotteri, oche selvatiche e le molteplici piante dalle proprietà culinarie e medicinali utilizzate ancora oggi in erboristeria. Su quella burchiella, insomma, oltre ai candidi granuli viene ‘rimesso’ pure un enorme carico di cultura.




















