Villa in stile Anni 50 a Milano Marittima

Ho seguito la realizzazione di questa bellissima casa fin dal suo crescere fra i tipici pini marittimi della nostra riviera Romagnola, senza sapere che poi un giorno vi sarei entrato e che la fortuna volesse che amici ne siano i proprietari ma soprattutto i colti e attenti committenti.
I favolosi anni ’50 quelli del carosello di Coppi e Bartali, ma anche gli anni del dopo guerra della Rinascita, della voglia di dimostrare un’Italia non solo povera ma bella ma anche una Italia colta e creativa. Sono gli anni in cui la moda Italiana si impone con nuovi stili ben rappresentati e divulgati attraverso il cinema, oppure i nuovi status symbol automobilistici come ovviamente anche l’arte e non ultima appunto l’architettura. Un periodo storico per il nostro paese e da un punto di vista architettonico, emblematico, anche per l’architettura marittima di quel periodo che coincide proprio con lo sviluppo di molte località turistiche che incominciavano proprio in quegli anni ad accogliere nuove classi sociali.
Non è banale oggi riproporre quei tratti decisi, futuristi ed inequivocabilmente forti come ha disegnato l’architetto Focaccia che ha firmato il progetto degno di un plauso per il coraggio costruttivo e l’armonia che tale forza architettonica trasmette. Basta percorrere via Ariosto e subito appaiono le falde opposte di un improbabile ma funzionale cornicione che diventa ed è tetto, copertura, ma anche forza architettonica che si staglia al cielo come le lame fendenti che Lucio Fontana usava per attraversare la tela. Anche in questa villa i tagli del legno Garapera incorniciano e catturano l’azzurro del cielo e il verde degli alberi come fenditure statiche in un susseguirsi di stagioni e colori in movimento. Razionalismo marittimo perché tutto in questa bellissima casa ripercorre i concetti espressi dai maestri di quel periodo come Giò Ponti e Carlo Scarpa ma anche e assolutamente riconducibile al luogo dove è costruita e soprattutto a un momento storico, quello attuale, che impone negli animi e negli intenti progettuali una esigenza ecologica e innovativa che in questo caso non preclude minimamente la voglia di fare vera architettura e prescinde da tutti i condizionamenti culturali dettati dalle mode passeggere del momento. Radicalmente e razionalmente pensata questa costruzione è e sarà sempre un omaggio a chi ci ha preceduto e non per questo banale, ma estremamente attuale nel suo concepimento ecologico quindi assolutamente contemporanea. Ogni superfice è rivestita con le stesso teak, questa scelta dà continuità agli spazi dall’interno verso l’esterno e viceversa. Non ci sono barriere ai bordi dei grandi terrazzi ma fitti cavi di acciaio che proteggono dai dislivelli concepiti come i passamano delle imbarcazioni. Anche tutti i serramenti sono in metallo satinato come gli arredi Bulthaup della zona cottura e come anche la struttura portante della scala che accede al piano superiore dell’abitazione.
Anche all’interno non mancano i richiami agli anni ’50, ’60 e ’70 con elementi di arredo storici come il tavolo Tulip di Ero Saarinen, la Chaise Longue LC4 di Le Corbusier e il divano Maralunga di Vico Magistretti prodotto ancora oggi da Cassina, e non ultimo il bellissimo quadro di Mattia Moreni che sancisce ancora una volta il forte e istruttivo periodo storico.



















