Il Battito nelle Corde

Stock…, stock…, stock… un rumore ritmico, deciso, musicale.
Quello della pallina che colpisce la racchetta.
“è la colonna sonora dei miei risvegli, nell’appartamento che abito a Milano
Marittima, proprio sopra il Circolo Tennis del Mare Pineta. Un rumore
che mi è talmente entrato dentro fino a diventare un romanzo”.
A raccontarsi e raccontare il suo ‘Il battito nelle corde – dai campi da Tennis
ai campi di concentramento e ritorno’ è Alessandro Mischi, firma televisiva
delle news di Mediaset, forlivese di nascita, ma con il cuore e la racchetta
che batte a Milano Marittima, dove il giornalista trascorre ogni estate. “L’idea
del romanzo – racconta Mischi - è nata qui a Mima mentre mi allenavo
al circolo e fra una partita e l’altra del Vip Master a cui ho partecipato praticamente
a tutte le edizioni. E dove ho stretto amicizia con Arrigo Sacchi, che
ha scritto la prefazione del mio libro”.
Inno alla vita e allo sport inteso come catarsi e riscatto dalla follia della guerra
e dei campi di concentramento, ‘Il battito nelle corde’ è la storia di Patrizio
un giovane player che passa attraverso gli orrori della prigionia
nazista fino al riscatto e agli allori di Wimbledon, aggrappandosi a un unico
pensiero: il ricordo e l’amore per il tennis. Scritto con ritmo e penna felice,
il romanzo prende spunto dalla storia vera del padre del giornalista
rinchiuso durante la seconda guerra mondiale nei campi di prigionia tedeschi.
Da un anno in libreria, presentato questa estate durante ‘Cervia ama
il libro’, il romanzo sarà rieditato dal mese di gennaio da Mursia Editore e
condividerà presentazioni con un altro libro della Mursia, quel ‘Sangue
romagnolo’, scritto a due mani dai colleghi giornalisti Giancarlo Mazzuca
e Luciano Foglietta. Compagno di prigionia, quest’ultimo, del padre di
Mischi. Come a ricordare che a volte i destini sanno incontrarsi di nuovo.




















