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La collina del sangiovese

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CUORE GEOGRAFICO DELLA ROMAGNA, BERTINORO INCANTA PER I SUOI VIGNETI E LA SUA STORIA. SULLE SUE COLLINE NASCONO I MIGLIORI VINI DEL TERRITORIO

Bastano pochi morbidi tornanti per lasciare il centro storico di Bertinoro, la grande piazza a terrazza davanti al Palazzo del Comune che guarda la campagna circostante, le strette viuzze d’impianto medievale punteggiate di negozietti, enoteche e piccoli locali. Fuori dal paese è un trionfo di vigneti, giù fino al mare. Ed è proprio dal territorio che parte il nostro viaggio alla ricerca di alcune delle caratteristiche che hanno reso i vini di Bertinoro così famosi.
Se Bertinoro infatti è il cuore geografico della Romagna, enologicamente parlando ne rappresenta uno territori più unici. In pratica i suoli di tutta l’area bertinorese sono interessati da una diffusa infiltrazione (il famoso spungone romagnolo) di natura calcarea. I terreni ci rimandano ad antiche origini marine, e i Sangiovese di quest’aerale hanno notevole polpa, volume e alcol. Tendenzialmente sono lenti nell’evoluzione, specie quelli provenienti dalle zone rivolte verso l’entroterra. La longevità è una delle caratteristiche più apprezzate dei Sangiovese bertinoresi. Tuttavia i numerosi produttori, da quest’anno riuniti in un Consorzio territoriale, stanno compiendo uno sforzo per darsi un’identità più marcata e che possa riassumersi in uno stile più uniforme. Questo anche in vista del nuovo disciplinare del Sangiovese Riserva di Romagna con la menzione geografica aggiuntiva ‘Bertinoro’ che è ormai dietro l’angolo. Chi proviene da sud, sulla via Emilia oltrepassata Cesena può salire a Bertinoro passando per la via Nuova, dopo la frazione di Capocolle e raggiungere così la storica Fattoria paradiso (www.fattoriaparadiso.com). Estesa per una settantina di ettari, su terreni di calcare e tufo, ha il merito di aver scoperto il vitigno Barbarossa, dal quale ricava l’omonimo Igt rosso. Fu alla Fattoria Paradiso che a metà degli ann ’70 si gettarono le basi anche del Sangiovese Riserva, un vino che fino ad allora si consumava soltanto giovane.
Lo stile dei vini di questa cantina è piuttosto tradizionale. Il più rappresentativo è il Sangiovese Riserva ‘Vigna delle Lepri’, floreale, ricco di polpa e di immediata piacevolezza, a cui si aggiunge ‘Mito’, un fresco ed agile taglio di merlot e cabernet premiato quest’anno con il massimo dei punti da L’Emilia Romagna da Bere e da Mangiare, la guida regionale ai vini dell’Associazione Italiana Sommeliers Emilia Romagna. Dallo stesso lato si incontra la cantina Celli (www.celli-vini.com) estesa su 30 ettari di vigna che eccelle nei bianchi vinificando l’Albana gentile, il clone di albana tipico di Bertinoro. I risultati sono eccellenti. L’Albana secco I Croppi di Celli è una delle migliori espressioni dell’Albana Docg della Romagna. Pregevoli anche il Brut spumantizzato charmat e l’Albana dolce spumante. Per chi invece arriva da Nord, oltrepassata Forlimpopoli (patria di Pellegrino Artusi padre indiscusso della cucina italiana), la tappa d’obbligo è l’avveniristica cantina Campodelsole (www.campodelsole.it). L’azienda è moderna come lo stile dei suoi vini. La prima vendemmia in proprio è stata l’annata 2003 con vini che sono apparsi molto puliti, freschi e fragranti. Oggi, con una parte di vigne più radicate, i vini hanno acquistato anche maggior profondità. Vasta la gamma prodotta, su cui spicca il ‘Vertice’ (premiato dalla guida Ais) un Sangiovese che si caratterizza al naso per la fusione di frutti rossi e spezie dolci, ed al palato per la notevole rotondità di gusto che si allunga su note più sapide. Interessante anche l’interpretazione del Pagadebit che qui si smarca dall’anonimato tipico del vitigno. Sulla collina di Montemaggio, appena sopra Bertinoro, direttamente sullo ‘spungone’ c’è l’azienda di giovanna madonia (www.giovannamadonia.it). Il padre fu tra i fondatori dell’Ente Tutela Vini di Romagna. Gli ettari sono circa una dozzina e molte viti sono allevate ad alberello. Quando l’annata è di quelle buone, come il 2007, il Sangiovese Riserva Ombroso raggiunge livelli di ricchezza e complessità davvero notevoli. Il corredo di frutti neri e di spezie che sale al naso, e la persistenza sui toni di grafite e tabacchi al palato, sono gli elementi distintivi dello stile di Giovanna Madonia. Della stessa cantina spicca anche lo ‘Sterpigno’, un Merlot dal tipico approccio caldo e morbido che qui svela insospettate doti di freschezza e slancio. Oltre Bertinoro, dalla parte che guarda verso Fratta Terme, c’è l’azienda di Raffaella bissoni (www.vinibissoni.com), indomita e solitaria viticoltrice. Produce pochi vini, da vitigni tipici, due Sangiovese e un Albana passito. Lo stellato Ristorante Caino di Montemerano (GR) tiene in carta la sua Albana passito, sostenendone la grande aderenza territoriale. I Sangiovese di Raffaella Bissoni hanno bisogno di tempo per esprimere l’eccezionale potenziale del loro dna. Da giovani i rossi hanno più il timbro del frutto fresco e fragrante, ma con il tempo emerge la complessità della trama, e spicca poi la profondità dei tannini che si insinuano al palato.
Ed eccoci arrivati alla conclusione di questo viaggio, una breve introduzione al ‘terroir’ di Bertinoro, un piccolo contributo che inevitabilmente ha finito con il tralasciare altre realtà, non per questo meno importanti o significative. Calpestiamo le vigne, assaggiamo i vini ma con la consapevolezza di essere piccoli uomini, su una piccola terra, sotto un piccolo cielo.

 

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