come sul canal grande
i grandi terrazzi di una penthouse di 300 metri quadrati si affacciano sulla pineta come se fossero in laguna
Fin dal primo momento, quando ci si affaccia nell’ampio atrio di questa importante residenza si percepisce il gusto eclettico dei proprietari, il loro amore per l’arte contemporanea e il gusto raffinato nel scegliere oggetti di grande valore artistico internazionale. Le Corbusier diceva: l’architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce. Il proprietario, un imprenditore forlivese amante dell’arte contemporanea ed appassionato di architettura ha firmato il progetto dell’edificio mentre per quanto riguarda la decorazione degli interni si è rivolto all’amico ed interior designer Domenico Mula di DOM Edizioni. Come in molte case in riva al mare, anche in questa dominano i colori chiari. Ovunque, dal living alla cucina, con isola centrale, dalla zona pranzo fino al luminoso e vetrato ingresso, le pareti sono decorate con lo stucco traslucido tipico delle residenze affacciate alla laguna. Ovviamente qui tutto è ben dosato e l’effetto lucido delle superfici moltiplica i riflessi della luce filtrante dalle grandi aperture della residenza, affacciata direttamente sugli ampi terrazzi che la circondano completamente.
A rafforzare questa importante metratura è stata la felice scelta fatta dai proprietari, ben consigliati, di rivestire tutta la superficie, interna ed esterna della casa, con bellissime lastre di marmo nero. Tutto riflette su tutto, pareti, lastre di preziosa pietra nera, l’elegante tavolo con piano in marmo chiaro di Eero Saarinen (1956), acquistato dai proprietari insieme alle sedie originali da un antiquario, i due grandi lampadari di Murano che dominano tutto dalle estremità dei due saloni.
Attraversato il giardino si sale un’ampia scala con i parapetti rivestiti in legno bianco, fino alla porta d’ingresso delimitata da due imponenti lanterne, dall’atrio principale si apre la casa che è disposta su due livelli. Al centro, proprio davanti all’ingresso principale si snoda una scala ellittica che funge anche da grande divisorio fra i vari ambienti. A sinistra la cucina Bulthaup in acciaio inox con isola e cappa centrale, riprende fedelmente la struttura architettonica della scala costruita con gli stessi materiali, a destra il grande soggiono arredato con imbottiti Modanature, i tavoli Elle The e Elle Gueridon di DOM Edizioni come anche la console Luise, ovunque vasi Venini, collezionati dai proprietari. Infine la zona pranzo, dove la grande tela della transavanguardia intitolata ”verso il mare” si confonde con il grande e rosso lampadario di Murano. Quando scende la sera tutto si ritrasforma, il bagliore delle candele accese si riflette su pareti e superfici traslucide, le sottili veneziane fanno filtrare dalle vetrate le prime luci dell’inverno festoso e il tintinnio dei cristalli e degli argenti ci riporta al piacere delle calde serate da trascorrere con la famiglia e gli amici. e proprio la luce, come per incanto, ci riporta a quel magnifico e sapiente gioco di volumi che sotto di essa è l’architettura.




















